Piano vaccini: così non va bene

Piano vaccini: così non va bene

25 febbraio

"Esattamente un anno fa il Covid-19 irrompeva nelle nostre vite. In questi giorni stiamo ricordando le prime zone rosse, il paziente zero, le restrizioni. Mi colpisce la mancanza di sensibilità verso i morti: ad oggi sono più di 95.000". Lo ha detto il Segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti in un video pubblicato sulla pagina Facebook del Sindacato.
"Non hanno più nomi - continua Pedretti - non hanno storia e sono già stati rimossi. I famigliari vengono lasciati soli nel loro dolore, e quell'elenco si aggiorna ora dopo ora. Francamente mi sembra che nel dibattito pubblico non interessi a molti. Questa è una ferita profonda per il paese.
Tutti vogliamo tornare alla nostra vita. Per farlo però servono i vaccini, e lasciatemi dire che sono un po' preoccupato.
Prima dovevano vaccinare chi ne aveva più bisogno: gli anziani, i più fragili, però ad oggi la situazione è molto diversa da quella che ci avevano prospettato.
Un milione e 300 mila persone hanno ricevuto la doppia dose, 180 mila vaccini sono andati a chi ha più di 90 anni, 400 mila a chi ha fra gli 80 e gli 89 anni, 135 mila tra 70 e 79 anni. Sto parlando di somministrazioni, quindi di una sola dose.
Regione per regione alcuni dati sono davvero allarmanti. In Toscana sono stati vaccinati 750 over 80. In Piemonte e in Puglia 6.000, in Liguria, che è la regione più anziana d'Italia, gli over 80 vaccinati sono stati solo 9.000. In Lombardia solo 21.000, 32.000 in Veneto e pochi di più in Emilia-Romagna, 3.000 in Calabria e 12.000 in Sicilia. Poi ci sono il Lazio con 75.000 e la Campania con 52.000.
Non sono dati inventati, li fornisce direttamente il Ministero della Sanità. È evidente che tutti debbano fare la propria parte.
Noi ad esempio ci siamo messi a disposizione per aiutare le persone alla prenotazione dei vaccini e sveltire il processo.
Nel frattempo c'è chi pensa di affidare le vaccinazioni a privati e aziende: non va per niente bene. Significa smontare un diritto universale riconosciuto dalla Costituzione, significa avere cittadini di serie A e di serie B, significa rinunciare al governo pubblico per la tutela dei diritti di tante persone nel nostro Paese. Non può essere questa la soluzione: il vaccino deve essere gratuito e garantito a tutti, non un privilegio per pochi.
Noi - ha concluso il Segretario generale del Sindacato Pensionati Cgil - siamo un Sindacato, siamo una grande forza. Dobbiamo mettere tutto il nostro impegno sul territorio per aiutare il Paese a risollevarsi. Facciamo sentire la nostra voce ovunque, in ogni luogo".

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